Miami Beach in 24 ore

La seconda tappa del mio road trip in solitaria intorno alla Florida è avvenuta in una città che qualcuno definirebbe “obbligatoria”: Miami.

Non essendo amante dei luoghi iper commerciali, ed essendoci poco da visitare sul serio (mi ero informata tramite blog online, Lonely Planet, amici che hanno visitato e persone che abitano lì), mi sono dedicata a girare per ficcanasare qui e lì e cogliere angoli inaspettati di una città che non faceva parte delle mie mete in cima alla bucket list.

Non posso ancora formare un giudizio completo, ovviamente, perché sono rimasta solo 24 ore, ma credo comunque che Miami si possa considerare più una città da vivere che da visitare.

Procedo con ordine e vi racconto cosa ho visto.

Miami south beach, grattacieli e palme

ARRIVO A MIAMI

Miami ovviamente è una metropoli e 24 ore sono pochissime sia per formarsi un giudizio completo, come dicevo sopra, e sia per girarla tutta, chiaramente.

La mia scelta è ricaduta su Miami Beach per questi motivi:

1. ho trovato un ostello molto economico su Ocean Drive che insieme al posto letto mi garantiva internet, colazione e cena a 13€. Direi un’ottima “bazza” come dicono a Bologna.

2. Il fascino di Ocean Drive mi richiamava, un po’ come Santa Monica a Los Angeles.

3. Mi sembrava, dalla mappa, una zona abbastanza circoscritta da poter visitare in così poco tempo e quindi poter “chiudere un cerchio”.

GIRARE A MIAMI BEACH

E così è stato, ho visitato buona parte di Miami Beach, soprattutto la parte sud, in maniera molto facile perché (ah, la civilizzazione) erano disponibili molte biciclette in bike sharing messe a disposizione da una banca.

Per girare comodamente a South Beach a Miami, dunque, potete noleggiare una CitiBike con diversi scaglioni di tempo.

Con 10$ ho attivato il noleggio per due ore. La cosa bella è che non serve portarsi dietro la bici dappertutto, se si vuole entrare in un negozio si può tranquillamente parcheggiare la bici in uno dei tanti stalls a disposizione. Il parcheggio non interrompe il noleggio. Quindi nessuna paura di subire il furto della bici noleggiata.

Bike sharing a Miami South Beach

IL TOUR DI MIAMI BEACH

Il mio punto di partenza per girare la mia meta prescelta, cioè South Miami Beach, era l’incrocio fra Ocean Drive e la 9th street.

Il parcheggio delle biciclette era proprio lì davanti.

Ho cominciato dirigendomi verso sud, percorrendo Ocean Drive sul ciglio della spiaggia fino a dove possibile. Ad un certo punto la ciclabile a bordo spiaggia si interrompe e si può continuare solo per strada, ma (ah, la civilizzazione, parte 2) in strada c’è la corsia riservata per le bici, colorata di verde.

Ho raggiunto la diga di South Pointe Park che si può percorrere a piedi.

Nulla di diverso da Chioggia, a parte i grattacieli che svettano sulla spiaggia. Un bel misto tra Chioggia e Barcellona ?

Qui inoltre c’è un bel parco verde con delle fontane moderne (più simili a docce) dove famiglie intere su stava schizzando acqua e ballavano al loro interno.

Ho poi proseguito verso Alton Road, praticamente circumnavigando la punta sud di Miami Beach e attraversando la “Marina”, che è poi l’attracco dei natanti privati. Molto carino il punto d’osservazione sul porto, che riconoscerete oltre che per la vista sui grandi marchingegni che spostano in container, anche per una scultura molto alta bianca e nera, di cui però ignoro il significato (non c’era nessuna targa di spiegazione).

Ho proseguito fino al ponte, girato sulla 5th e sono risalita verso Ocean Drive girando però su Meridian Avenue.

La mia intenzione era quella di visitare l’Art Deco District.

Ho seguito il cartello per il centro informazioni (che si trova su Ocean Drive) ma era troppo tardi per le visite guidate, quindi mi sono limitata a fare un giro della zona in bici, entrando nel Flamingo Park dove ragazzi stavano giocando nei campi di basket, come nel set di un film. È presente anche un parco acquatico e un centro tennis.

OCEAN DRIVE
Dopo questo giro mi sono ri-immessa in Ocean drive percorrendola fino in fondo (verso nord) ed apprezzando l’aria che si faceva meno torrida, e il senso di comunità che si risvegliava attorno agli attrezzi disposti nella parte di spiaggia più vicina alla strada, prima della duna.

Allenarsi in spiaggia a South Beach

Stormi di ragazzi già in formissima si stavano allenando duramente, un sacco di avventori si fermavano ad osservare la scena e qualche bambino cercava di imitarli.

Sicuramente gente che faceva sul serio, tutti iper palestrati, e soprattutto gli attrezzi erano chiaramente professionali. Proprio una palestra gratuita a cielo aperto, rispettata e usata da tutti.

Se non volete fare palestra, potete tranquillamente giocare a Beach Volley.

Ci sono un sacco di campi con reti nuove sono a disposizione del pubblico.

Sono passata anche davanti alla casa che fu di Gianni Versace, ma non è stato possibile visitarla perché è stata privatizzata ed ora c’è un ristorante “chic” al suo interno. (Ho visto dal menu un piatto di caviale a 350$ ma c’erano anche cose più accessibili).

Questo giro in bici mi ha dato un outlook generale su Miami Beach che, per mia personalissima opinione, non è molto diversa da qualsiasi altra località balneare commerciale.
Tanti (tantissimi) locali, club a cielo aperto, rooftops, ristoranti, ecc.

Moltissime palme (che a me piacciono tanto) che offrono un luogo d’ombra sotto cui sostare per leggere un buon libro.

La spiaggia di Miami è lunghissima e larghissima, la sabbia bianca e leggera. C’è una vasta fascia di spiaggia libera ed anche bagni strutturati (nella zona che potevo raggiungere a perdita d’occhio non ho visto affollamenti di ombrelloni tipo riviera adriatica nostrana).

Concluso il giro mi sono seduta in riva al mare a leggere un po’, vicino a una casupola dei lifeguard.
Non ho fatto il bagno perché l’acqua era mossa e sventolava la bandiera che indicava “dangerous marine life” e non avevo molta voglia di beccarmi un morso di squalo.

Miami south beach significa anche spiaggia, torrette e relax

La sera ero talmente cotta dopo le 5 ore di macchina da Orlando e la biciclettata di altre due che sono rimasta in ostello a leggere e sono filata a letto presto.

WYNWOOD DISTRICT
Su consiglio del gestore dell’ostello, e di un paio di amici che c’erano già stati (oltre che della Lonely Planet), mi sono diretta al distretto della street art: Wynwood District.

Ci sono andata in macchina, perché è molto distante da Miami Beach, si trova nella parte “continentale” di Miami.

Un enorme pezzo di street art nel quartiere Wynwood District a Miami

Sono state due ore sbalorditive.
Credo di aver fatto la scelta giusta a girarla in macchina perché sono riuscita a vedere ogni anfratto e mi sono riparata anche dal caldo torrido della mattina del 16 di agosto.

Il distretto di Wynwood a Miami è un luogo dove il tempo è sospeso, e in mezzo ad edifici industriali di diversa epoca e fattura, spuntano numerosissimi pezzi di street art. Praticamente non c’è un muro libero tra la 23esima e la 29esima strada.
Veri e propri capolavori di ogni tipo ricoprono ogni metro di muro a disposizione.

Sulla mia pagina Instagram trovate una bella galleria a riguardo.

Finito di girare e fare foto a Wynwood mi sono rimessa in marcia.

Era il momento di affrontare il viaggio più lungo, direzione Key West, il punto più a sud degli Stati Uniti.

Se avete consigli per questo road trip Che terminerà tra pochissimi giorni, mandatemi una mail a wanderwomandmail@gmail.com.

Se volete sapere quali saranno le prossime tappe, iscrivetevi alla mia newsletter da qui (no spam).

Se vi siete persi la tappa precedente (Universal Studio a Orlando), cliccando qui trovate il racconto.

Dettagli del viaggio:
Persone: 1
Giorni: 1 (viaggio intero 6)
Periodo di viaggio: agosto 2018
Spesa: bassa
Tipo di viaggio: roadtrip
Mezzi utilizzati: macchina a noleggio