Trekking in Nepal: salute, prevenzione, malesseri e medicine

Come vi dicevo, l'infortunio alla caviglia mi ha ispirato a scrivere riguardo i rischi per la salute durante i viaggi.

Benedizione nepalese lungo la via per l'Everest

Come preannunciavo in un post sulle mie pagine Facebook e Instagram, purtroppo ho avuto un infortunio mentre ero in viaggio che mi ha tenuto bloccata per qualche giorno, e per questo non ho potuto dedicarmi molto alla scrittura e ho dovuto lavorare “in emergenza”.

Questo però mi ha ispirato a raccontarvi delle questioni di salute che possono essere importanti, addirittura vitali, quando si viaggia, e soprattutto quando si affronta il trekking in Nepal, viaggio che ho intrapreso l’anno scorso per arrivare al Campo Base dell’Everest a quota 5535 metri s.l.m.

Se ancora non l’avete fatto, potete leggere qui della mia esperienza e godervela in 3 minuti di video.

Comincerò raccontandovi i malesseri più comuni in questo tipo di viaggio, e anche quelli che ho avuto io (un bel range, a dire la verità). Poi vi darò anche un elenco di consigli medici e farmaci utili, che ho ricevuto a mia volta da un professionista (ok cantante, imprenditrice, startupper e viaggiatrice, ma esperta di medicina… anche no 😉 ).

Ritorno dal Campo Base dell’Everest – L’attrezzatura, la preparazione e la cura sono fondamentali per non incorrere in malesseri evitabili

IL MAL DI MONTAGNA  

La preoccupazione più diffusa di una persona che si avvicina a questo tipo di esperienza è quella del Mal di Montagna, o AMS (Acute Mountain Sickness): questa sindrome avviene a causa della ridotta presenza di ossigeno nell’aria man mano che si sale di altitudine (più specificamente sopra i 2500 m).

I sintomi, illustrati anche in alcuni cartelli che troverete per la strada durante il trek, solitamente crescono in maniera graduale, e sono: senso di nausea, vomito, mal di testa, malessere generale, mancanza di appetito, vertigini, difficoltà a dormire, irritabilità.

La cura migliore è scendere di quota immediatamente. Questo fa si che la pressione nel cervello si ristabilisca. Occorre fare molta attenzione a riguardo, perché questo tipo di sindrome può portare al coma e perfino alla morte.

Per prevenire l’insorgere di questo malessere potete prendere delle precauzioni:

  • Procedere in maniera consona durante l’ascesa: è fondamentale prevedere delle pause di acclimatamento durante i giorni di salita. Una guida esperta e un’agenzia locale potranno aiutarvi a scegliere il percorso adatto con le giuste pause per recuperare. Qui vi racconto, per esempio, il percorso che ho intrapreso io.
  • Climb high, sleep low”: uno dei motti del trekker himalayano. Camminate per salire, ma scendete per dormire. Non dormite al picco della vostra salita quotidiana, trovate rifugio in un lodge che si trovi al di sotto della massima altitudine raggiunta durante il giorno.
  • Prevenite con le medicine: noi prendevamo il Diamox, che ci aiutava a mantenere costante il livello di pressione interna grazie alla diuresi.
  • Mangiate e idratatevi, curatevi in generale per avere il corpo in forma ottima durante questo tipo di avventura.

Attenzione perché anche scalatori o trekker esperti possono soffrire di AMS, non si tratta tanto di esperienza, quanto di capacità del corpo di adattarsi alle nuove condizioni di ossigeno. Molte persone nemmeno lo vivono questo malessere, altre lo subiscono, ma in maniera lieve, come la sottoscritta, che ha avuto tutti i sintomi sopra elencati (tranne il vomito, che è quello più grave), ma senza mai andare nel panico.

Con acclimatamento, farmaci, un po’ di pazienza nel reggere il malessere e la compagnia giusta, ce l’ho fatta comunque! Questo non significa che anche voi dobbiate procedere comunque in caso di manifestazione di questi sintomi: ognuno è un caso a sé stante. Io avevo la fortuna di avere un medico in spedizione che mi teneva sotto controllo e solo per questo motivo ho continuato l’ascesa senza entrare nel panico.

Non fate i superuomini, ascoltate il vostro corpo 🙂

Potete leggere di più sulla sindrome d’alta montagna qui.

Vesciche a mani e piedi sono la regola durante un viaggio di trekking

ALTRI MALESSERI CHE POTETE SVILUPPARE DURANTE IL TREKKING IN NEPAL

Se non vi bastava la sindrome d’alta montagna, ecco altre piccole “magagnette” che potreste vivere durante quella che sarà una delle esperienze più belle ma potenzialmente più dure della vostra vita:

  • Diarrea del viaggiatore: se avete fatto qualche esperienza al di fuori dell’Europa, sapete già di cosa sto parlando. Mangiare cibo crudo o bere acqua non sigillata dalle bottiglie, potrà procurarvi un bellissimo passatempo durante le vostre permanenze in lodge: l’osservazione intensa e ravvicinata dei muri dei bagni. Peccato però che i bagni saranno gelidi e sporchi e che molto probabilmente la diarrea non sarà selettiva: vi verrà sicuramente anche mentre state camminando e dovrete rifugiarvi (se vi va bene) dietro un albero per liberarvi dal pensiero… Bevete solo acqua di bottiglia e mangiate solo cibo cotto. E procuratevi antibiotici per le infezioni intestinali, oltre ai classici fermenti lattici. Vi chiedevate se l’ho provata sulla mia pelle? Check! Fatta anche questa!
  • Dolori articolari o muscolari: camminerete tanto, sotto ogni condizione meteo, sempre spingendo sulle ginocchia, rischiando di storcervi le caviglie (importante la scelta degli scarponcini adatti con la protezione della caviglia!). Sarete stanchissimi e i muscoli avranno bisogno di molta energia. Come sopra: mangiate e idratatevi, prendetevi cura del vostro corpo. E se serve, integrate con sali minerali e co. In questo reparto posso vantare blocco del quadricipite sinistro causa mancanza di sali per diarrea del viaggiatore. Combo perfetta!
  • Vesciche: le mani saranno vittima in caso usaste i bastoncini da trekking o da nordic walking, i piedi… logicamente stando chiusi per 6-8 ore al giorno negli scarponcini, potranno sviluppare vesciche e piccole ferite. Consigli sparsi: scegliere bene gli scarponcini, usarli in altre uscite prima del trek più impegnativo sia per collaudarli sia per metterli “in forma”, acquistate calzini specifici per il trekking (hanno alcune zone più rinforzate e altre più morbide), indossate i cerottini antivescica che vendono in farmacia o spalmatevi la crema specifica.
  • Cecità da neve: in caso vi avvicinaste a ghiacciaio o neve, il riflesso del sole potrebbe diventare pericoloso. Procuratevi degli occhiali specifici da montagna, li trovate in ogni negozio di articoli sportivi.
  • Naso screpolato: in alta quota respirerete aria fredda e vi soffierete in continuazione il naso. Se a ciò aggiungete il vento costante che solleva anche sabbia e polvere che passerà forzatamente dal vostro naso o dalla bocca, e la disidratazione naturale in caso di sforzi fisici come questi, avrete sicuramente il naso e le labbra screpolate. Dunque innanzitutto bevete per prevenire “da dentro” e inoltre riparatevi con una fascia da collo che possa essere prolungata anche a coprire il naso e la bocca. Portatevi burro cacao o crema idratante.
  • Ustioni da sole: ad alta quota c’è minor protezione dai raggi UV ed inoltre, se beccate bel tempo come la sottoscritta, sarete ore e ore sotto il sole a camminare (più salite meno vegetazione e meno ombra troverete). Copritevi e portate crema solare ad alta protezione (anche quella 50 per il naso e il collo!).
  • Freddo e gelo: qui c’è poco da fare, dovete procurarvi indumenti e attrezzatura adatta. Non scherzate con la scelta del sacco a pelo. Nessun lodge è riscaldato e rischiate di compromettere tutta la spedizione per i malesseri conseguenti. Io ho dormito a -9° durante la permanenza alla piramide del CERN.

Vi ho fatto una veloce panoramica di quello che potrebbe capitarvi e come comportarvi per prevenire ed eventualmente curare i malesseri più comuni in un’avventura di trekking in Nepal.

Vi lascio con un elenco delle medicine e precauzioni mediche suggerite.

Valigia per il trekking in Nepal – medicine e attrezzatura specifica

I FARMACI CONSIGLIATI PER IL TREKKING IN NEPAL

Vi segnalo l’elenco di farmaci che è consigliabile portare con sè durante il trekking in Nepal. Si tratta di una lista “base” che ciascuno ovviamente può integrare secondo le proprie necessità ed esigenze personali. Per ciascun farmaco è meglio, ove esiste, per una gestione più pratica, la formulazione in compresse o bustine orosolubili (io ho buttato tutte le scatole e mantenuto solo le bustine per poterle incastrare negli spazietti dello zaino).

  • Farmaco per “contrastare l’alta quota” e prevenire il “Mal di montagna”: es. Diamox
  • Antipiretico: es. Tachipirina bustine orosolubili.
  • Antiinfiammatorio/antidolorifico: es. Aulin bustine, Ibuprofene, ecc.
  • Aspirina bustine orosolubili
  • Antibiotico “generale” e per vie urinarie: es. Ciproxin
  • Antibiotico “intestinale”: es. Normix
  • Antidiarroico: es. Imodium compresse orosolubili
  • Antinausea/vertigini: es. Levopraid gocce (questo mi ha salvato la vita!!!)
  • Antistaminico/antiallergico: es. Kestine
  • Collirio antibiotico: es. Nettacin
  • Gocce auricolari: es. Anauran
  • Crema cortisonica: es. Elocon
  • Crema antidolorifica: es. Voltaren emulgel
  • Crema antimicotica (per eventuali infezioni fungine): es. Clotrimazolo
  • Decongestionante nasale in spray
  • Presidio per il “mal di movimento” per chi ne soffre: es. Xamamina
  • Per i possibili disturbi del sonno, chi ne è particolarmente sensibile potrebbe giovarsi di integrazione di melatonina es. Circadin a rilascio prolungato
  • Protezione solare alta quota es. Piz Buin Mountain, crema alta quota e stick proteggi labbra alta quota fattore 50 e/o 30
  • Occhiali protettivi (modelli per sci e/o alta quota con lenti di marca ,per notevole riverbero e riflesso)
  • Per alcuni potrebbe essere utile anche un gastroprotettore.

Per quanto riguarda la prevenzione, io ho fatto, su consiglio medico, il vaccino antitifico ed epatite A. Antitetanica e antirabbica erano già a posto per precedente viaggio all’estero con annesso morso di scimmia, ma non sono richiesti espressamente vaccini per questo viaggio.

Tengo a specificare ancora una volta che queste sono le indicazioni che io ho ricevuto dal medico personale e dal medico di cordata (Dottor Massimo De Fiore), ma non sostituiscono il valido consiglio del vostro medico curante che conosce meglio la vostra condizione al momento della partenza e vi potrà consigliare eventualmente come integrare o modificare questa lista.

La preparazione atletica è fondamentale. Il certificato medico invece solo consigliato.

Riguardo il certificato medico sportivo, esso è consigliato per un’attività di questo tipo, ma non obbligatorio. Sicuramente è vivamente consigliata la visita dal proprio medico di famiglia ed una preparazione atletica adeguata ed eventualmente seguita da qualche centro sportivo specializzato.

Se vi interessa sapere come si svolge una giornata tipica di trekking in Nepal, così da contestualizzare tutti questi malesseri, in questo articolo ne ho parlato in dettaglio.

Avete altre curiosità legate al viaggio verso il Campo Base dell’Everest?

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